I partiti e la necessità di rifondare il concetto di democrazia

13 AGO 20
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Sembra quasi ci sia una propensione a farsi manipolare da altri dopo che si accetta di fare parte di un “gruppo” (ideologico, politico, di interessi,…). All’interno del gruppo si dibatte/lotta con gli estranei anche per non farsi “scomunicare” agli occhi dei consimili che ci proteggono. Così si perde la propria indipendenza di giudizio e libertà. Allargando lo sguardo alla crisi economico/politica in corso, non solo italiana, in generale i “gruppi” assumono l’aspetto di rigidità formale della cultura e delle strutture politiche che invece di capire, interpretare e operare per il bene comune falliscono miseramente. La mia opinione è che il concetto di democrazia va rielaborato e rifondato per privilegiare la collaborazione fattiva e le competenze politiche e scientifiche al potere (inteso come servizio). In fondo, mi sembra una concezione “chimica” quella di mettere insieme un po’ di partiti che abbiano il 50 per cento +1 dei voti e poi stiamo a vedere come reagiscono tra loro: come si vede in questi giorni, il compito che devono assumere ma per il quale non sono pronti e’ ben più ampio.